Nonostante la crisi i cittadini europei non rinunciano alla tv, né tantomeno alla pay tv: lo rileva l'ultimo report "Western European TV and Broadband Market Maps" dell'Istituto e-Media , che ha registrato una crescita consistente della televisione a pagamento nei 19 Paesi presi in considerazione nell'indagine.

I dati del report mostrano che in Europa occidentale la base utenti è cresciuta dell'11% dal 2008, raggiungendo quota 73 milioni, pari al 42% delle famiglie. Il massiccio passaggio al digitale ha generato il crollo della tv analogica, che nel biennio 2008-2010 è passata dal 40% al 18%, mentre 31 milioni di famiglie sono in attesa di passare al servizio digitale.

L'indagine di e-Media evidenzia come gli operatori di pay tv stiano cercando di proporre agli utenti abbonamenti più flessibili, allo scopo di accrescere l'"Arpu" (il profitto medio per utente) e di ridurre al minimo il tasso di "churn", cioè il passaggio dei clienti alla concorrenza.

L'espansione della tv a pagamento di questi ultimi anni è però destinata a rallentare: anche se in alcuni Paesi come l'Italia esistono ancora ampi margini di crescita, molti mercati si avviano alla saturazione: l'istituto ha previsto tra il 2011 e il 2014 un calo nella crescita media degli abbonamenti pari al 4-5%. Le ragioni di questa frenata risiedono anche nella crescita delle tecnologie via cavo e dell'IPTV, che nel 2010 hanno scalzato dal primo gradino del podio il broadcasting Direct to Home via satellite. I dati e-Media mostrano che gli abbonamenti al satelline hanno perso due punti percentuali, passando dal 37 al 35%, mentre il cavo si è attestato al 35,6%.

In Italia il mercato della pay tv è ancora in fase di sviluppo: chi è interessato a passare alla tv a pagamento può consultare le offerte migliori su Supermoney, il portale che mette a confronto le tariffe di pay tv, digitale terrestre, satellite, tv su internet e sul telefonino.

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