Dahlia tv, piattaforma televisiva destinata al pubblico italiano e inclusa nei canali della pay tv del digitale terrestre, ha chiuso definitivamente i battenti . La sua "morte", a giudicare dal verdetto del Garante della Concorrenza e dei Consumatori che ha inflitto alla ex pay-tv una ingloriosa sanzione, è stata tremenda. Nel periodo in cui Dahlia Tv era in liquidazione perché soffocata dai debiti e quindi vicina all'interruzione delle trasmissioni, la piattaforma ha comunque attivato 8000 smart card a pagamento.

L'Antitrust si domanda se la pay tv avesse spiegato ai malcapitati clienti la reale situazione che si stava venendo a creare: l'emittente a pagamento ha richiesto il pagamento per un servizio in fase di fallimento a 8000 clienti ignari di tutto. Nonostante Dahlia tv abbia cercato di informare i suoi clienti storici tramite la tv e un comunicato stampa, rinunciando a emettere le fatture del bimestre febbraio-marzo 2011, la situazione era già gravemente compromessa. Lo sforzo di informazione e trasparenza della pay tv - aggiunge l'Antitrust, è stato insufficiente.

Dahlia Tv avrebbe dovuto comunicare ai propri abbonati la possibilità di reclamare un rimborso (anche solo parziale) dei soldi versati al momento dell'abbonamento, in qualità di creditori di una società in liquidazione. Allo stato attuale delle cose, mentre le associazioni dei consumatori come l'Adoc assistono gli abbonati dell'emittente, l'Antitrust infligge una sanzione pari a 5000 euro alla pay tv. L'Antitrust lascia intendere che avrebbe potuto colpire con maggiore forza, ma non lo ha fatto perché i pochi soldi rimasti nelle casse dell'emittente Dahlia Tv serviranno a rimborsare i creditori e gli abbonati.