Sembra che la Legacalcio voglia creare il suo canale di pay tv: si va dunque verso una tv a pagamento di proprietà e ogranizzata dalle leghe di serie A e di serie B?

Poche settimane fa è stato firmato l'atto formale attraverso Lega Service che è la società che rappresenta il braccio operativo delle due leghe di A e B: la nuova pay tv potrebbe passare da qui. Non a caso infatti per superare l'inconveniente circa la liquidazione della società (per via della scissione delle due leghe) è stato aumentato il capitale sociale da 550 mila euro a 6 milioni e 200 mila euro ed è stato cambiato lo statuto, ampliando l'oggetto sociale.

Anche l'AGCOM e il ministero delle Attività produttive sono stati allertati per avere tutte le autorizzazione necessarie alla trasmissione delle partite su satellite e su piattaforma del digitale terrestre. Probabilmente si dovrebbe iniziare da subito con un canale sul digitale terrestre, riempiendo lo spazio libero lasciato da Dahlia TV e bisognerà anche acquisire i diritti delle 8 squadre di serie A che non fanno parte del palinsesto Mediaset Premium (Cagliari, Catania, Cesena, Chievo Verona, Lecce, Parma e Udinese). Bisognerà poi pensare in prospettiva anche al satellite per contrastare il monoplio di Sky.

Insomma la Legacalcio punta ad essere anche 'editore', soprattutto dopo le perdite subite con Dahlia tv: la lega di A ci ha rimesso 21 milioni di euro e la lega di B circa 5 milioni ed entrambe hanno detto no al concordato proposto da Dahlia. Il calcio vuole quindi far sentire la propria voce.

La decisione dei presidenti di A e B (con il supporto tecnico dell'advisor Infront) punta soprattutto a non far abbassare il valore dei diritti televisivi, in vista della trattativa per la vendita collettiva relativa al triennio 2012-2015.

Le due Leghe non accetteranno offerte inferiori all'introito previsto di un miliardo di euro all'anno, altrimenti potrebbero decidere di giocare la partita direttamente con la propria pay tv.

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