Le soluzioni di News Corporation per la pay TV del futuro si possono riassumere in una sola parola: multipiattaforma. E chiaramente anche Sky guarda al terzo millennio. Il gruppo mediatico guidato da Rupert Murdoch è impegnato, infatti, da qualche anno a diversificare il mezzo trasmissivo. Superati i confini imposti dai metodi di distribuzione tradizionali, come il satellite o il cavo, l'azienda si è rivolta sempre più a Internet e a tutti i dispositivi in grado di interagire con essa. L'obiettivo, dunque, è quello di trasformarsi da pay tv satellitare a fornitore di servizi multipiattaforma.

E' in questo progetto che rientra il servizio di Sky On Demand, nato dall'acquisto di Acetrax e che secondo alcune indiscrezioni dovrebbe debuttare a luglio. Si tratta di un'acquisizione che garantisce al gruppo mediatico la possibilità di accrescere la sua competenza nei servizi di streaming ed entrare in rapporto con i produttori di Tv e Blu-ray "smart". Acetrax, infatti, è il servizio di video on-demand attivo in numerosi paesi, compresa l'Italia, e accessibile tramite alcuni tablet o le cosiddette "connected TV" di produttori come LG, Panasonic, Samsung e Toshiba. Acetrax continuerà a operare in modo autonomo, ma le sue competenze potranno essere usate da Sky per migliorare Sky Go e gli altri servizi di streaming, estendendo i suoi canali anche ai televisori di ultima generazione in grado di connettersi ad Internet.

Il progetto attualmente non riguarda Sky Italia, ma come è già accaduto per altre tecnologie inaugurate in Gran Bretagna e arrivate nel nostro paese a distanza di tempo, anche questa potrebbe un giorno modificare il futuro della pay TV italiana. L'eventuale apertura a Sky Italia della piattaforma Acetrax permetterebbe, infatti, al pubblico italiano di accedere a un catalogo di contenuti VOD semplicemente collegando a Internet il televisore, senza dover passare unicamente da un decoder dedicato (lo Sky Box) come avviene adesso.