L'ultima battaglia tra Sky e Mediaset si è giocata fuori dagli schermi, sul quotidiano economico inglese Financial Times. La scintilla di questo nuovo scontro è partita da un articolo pubblicato il 25 maggio scorso sul quotidiano Londinese in cui il giornalista finanziario Tony Barber ha descritto in maniera dettagliata la difficile situazione finanziaria della tv del Biscione.

A scatenare le ire di Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, non sono però le informazioni, ormai sulla bocca di tutti, sulle difficoltà economiche in cui sta versando la tv di Segrate, quanto le valutazioni negative del giornalista inglese rispetto ai contenuti del palinsesto televisivo italiano. Nel suo articolo Baber ha attaccato Mediaset anche sul fronte dei contenuti del suo palinsesto definendola un tv "povera di idee, se non sciocca", "basata su showgirl poco vestite e notiziari politicamente orientati".

Secondo Confalonieri, che ha risposto al Financial Times in un articolo pubblicato oggi sullo stesso FT, con le sue affermazioni, "Barber insulta l'intera televisione generalista italiana", che, al contrario, secondo il presidente Mediaset, presenta una "ricchezza e una completezza di offerta, superiore a quella media dei broadcaster mondiali". E non finisce qui. Confalonieri parla di "un'arroganza che sfiora il razzismo", facendo in particolare riferimento alle parole di Baber in cui ha indicato la pay tv di Sky come l'unica possibilità di "civilizzazione" delle tv italiana. Confalonieri ritiene che dietro a questo pensiero di Baber ci sia un attacco diretto all'intera programmazione generalista italiana (Rai compresa) e un'evidente esaltazione del gruppo Sky di Rupert Murdoch.