La lotta tra pay tv generalista è una storia infinita. L'ultimo capitolo della saga in ordine di tempo riguarda la visione in chiaro dei canali Rai su Sky. Il Tar del Lazio ha dato ragione alla costola italiana dell'impero di Rupert Murdoch, grazie a una decisiva delibera Agcom.

La Rai è uno dei partner (insieme a Mediaset) che ha fondato TivùSat, strumento satellitare per la ricezione del digitale terrestre. Negli ultimi anni la tv di stato ha trasmesso i suoi programmi attraverso questa piattaforma, oscurando gli stessi su Sky.

L'emittente satellitare ha impugnato quindi la delibera dell'Agcom che impone alla Rai di fornire a costo zero le sue trasmissioni "a qualsiasi piattaforma distributiva", a patto che l'accesso a tali programmi sia gratuito. Questa norma era in vigore all'epoca dei fatti contestati (2007-2011) e vale ancora per il nuovo contratto di servizio pubblico.

Risolto dunque il paradosso per molti telespettatori abbonati a Sky che pagavano regolarmente il canone Rai senza poterne vedere i programmi. Resta ancora insoluta invece la questione della concorrenza tra emittenti che, volendo tornare alla metafora della saga, potremmo raccontare così: "C'erano una volta due alleati che combattevano contro un nemico comune. Poi, uno dei due strinse accordi col nemico alla luce del sole e si salvò. L'altro continuò ostinato nella sua lotta, ma stavolta i suoi nemici erano due". A voi telespettatori (e contribuenti del canone) la conclusione.