La tv generalista è sempre meno di qualità e le aziende del settore, Mediaset in primo luogo, sembrano puntare sempre di più sulla pay tv. A Cologno Monzese paiono essere momenti di austerity, soptattutto dopo la batosta giudiziaria che ha condannato Silvio Brerlusconi a versare una somma elevatissima (564,2 milioni di euro) al gruppo l'Espresso.

Ora l'azienda lombarda, forse anche a causa di questa ingente perdita di liquidità, sembra aver cambiato rotta e puntare tutto o quasi sulla tv a pagamento. Sul versante "pay" della rete Mediaset, continua a esserci grande interesse dei vertici dell'azienda e del settore pubblicitario, nonostante i tagli stimati in 400 milioni di euro. Rumors parlano della volontà di incrementare la proposta dei telefilm (si tratta per il nuovo lavoro di J.J. Abrams). Inoltre, lo spazio per il calcio è sempre più ampio, essendo questo una delle poche sicurezze per qualsiasi network.

Inifne, si può tranquillamente affermare che la diminuzione degli investimenti pubblicitari stia distanziando l'attenzione dell'azienda verso le reti in chiaro. Gli utenti si abituino: la televisione come l'abbiamo conosciuta non esiste già più, almeno sotto forma di programmi e contenuti di un certo interesse.