Rai Sport potrebbe dire addio anche al ciclismo. Sembra molto tesa la trattativa con Rcs, che gestisce il Giro d'Italia e le altre principali competizioni nazionali su due ruote (Milano-Sanremo, Lombardia e Tirreno-Adriatico). Fra i due litiganti, il terzo a godere potrebbe essere ancora una volta Sky, che vincerebbe anche la maglia rosa della pay tv.

Non bastava aver rinunciato alle Olimpiadi, al calcio (serie A e Champions League), alla Formula Uno. Lo sport sul servizio pubblico è ormai un panda in via di estinzione, ma non c'è all'orizzonte alcuna intenzione di salvarlo. I diritti tv costano troppo, Viale Mazzini punta a dimezzare l'impegno economico per trasmettere le manifestazioni ciclistiche, spendendo "soltanto" 12 milioni di euro.

Rcs, invece, ha deciso di rilanciare le corse degli eredi di Coppi e Bartali con una bella cura a base di marketing. Il Giro cerca una nuova casa all'altezza della nuova sfida e potrebbe trovarla, manco a dirlo, sul satellite. Sky potrebbe offrire alle tappe cronometro e alle volate finali la tecnologia che renderebbe la manifestazione più avvincente. Canali dedicati, copertura capillare e, soprattutto, l'alta definizione. Tutt'altra cosa del trattamento riservato in Rai al lancio dell'edizione 2013, che sarà trasmesso il 30 settembre in un orario infelice (12.30), in differita da un teatro milanese.