E' dal dopoguerra che in Italia si parla di concorrenza per i canali televisivi. Siamo passati dal monopolio di Stato a un oligopolio, dalla televisione in chiaro alla pay tv (satellitare e digitale terrestre): ma qual'è la situazione ora? Si è davvero liberalizzato il mercato?

Per rispondere a questa domanda riprendiamo le parole riprese da diverse Agenzie del presidente dell'Autorita' Garante della Concorrenza e del mercato, Giovanni Pitruzzella: "La proliferazione dei canali su digitale è ad oggi prevalentemente riconducibile alla strategia di differenziazione del prodotto di Rai e Rti-Mediaset. Appare ancora relativamente limitato -ha aggiunto Pitruzzella- il fenomeno dei fornitori di servizi di media indipendenti, nonostante le misure regolamentari adottate a loro tutela".

Secondo Pitruzzella, "anche la pay-tv risulta caratterizzata da un elevato livello di concentrazione dell'offerta, che vede Sky Italia quale operatore principale, e da tentativi di sviluppo concorrenziali che ancora non appaiono aver raggiunto una solidita' tale da prefigurare una rapida evoluzione verso un mercato strutturalmente competitivo".