La campagna elettorale è entrata nel vivo, la par condicio sulle reti televisive è vicina e sono sempre più insistenti le voci che parlano di un confronto diretto su Sky Tg 24 tra Silvio Berlusconi, Pierluigi Bersani e Mario Monti. La tensione sale, tanto che l'Agcom ha già iniziato ad ammonire i telegiornali sull'equilibrio nella concessione degli spazi ai vari candidati.

I leader di partito stanno già rodando il terreno della presenza televisiva: la scorsa settimana Mario Monti è stato ammonito proprio dall'AgCom per la "troppa presenza in tv", Pierluigi Bersani ha presieduto ieri la puntata di Porta a Porta, e, soprattutto, il "one man show" di Silvio Berlusconi su La7 a Servizio Pubblico con Michele Santoro ha fatto registrare alla rete il record d'ascolti di 9 milioni di telespettatori.

Il confronto tra candidati all'americana sulle reti televisive è stato già sperimentato con successo dalla pay tv per le primarie del centro sinistra, quando si sono sfidati su Sky Tg24 i cinque aspiranti candidati premier del Pd moderati da Gianluca Semprini. L'impostazione del dibattito, sullo svolgimento del quale non è ancora stato comunicato nulla di ufficiale ma che potrebbe svolgersi l'8 febbraio, sarà analoga a quella di CsXfactor (il dibattito delle primarie era stato soprannominato così perché andato in onda dagli studi Sky di X Factor).

"Il nostro intento - ha commentato il direttore di Sky Tg24 Sarah Varetto - è farlo sempre con regole condivise, che garantiscano la parità di trattamento fra coloro che partecipano, e soprattutto con una grandissima attenzione ai contenuti". Un'occasione, per il canale all news, di fare ascolti da capogiro, ma anche di fornire ai cittadini la possibilità di confrontare i candidati. "Noi lo facciamo come evento tv - ha spiegato Varetto - , ma lo scopo principale è quello di avere uno strumento vero di informazione e di confronto tra i candidati e i loro programmi, in modo obiettivo ed imparziale".