L'emittente in onda sul digitale terrestre Sportitalia chiude. E' questo il crudo verdetto della situazione economica di una delle tante televisioni che stanno cedendo sotto il peso di un crisi cospicua del mercato delle sponsorizzazioni. Fa riflettere il fatto che dalla sua nascita sul digitale terrestre, il 6 febbraio 2004, ad oggi Sportitalia abbia ottenuto una crescita importante in quanto ad ascolti e prodotto, attendendo pazientemente il passaggio al digitale terrestre obbligatorio per tutta l'Italia e riscuotendo nelle ultime due stagione un grandissimo seguito grazie alle profonde differenze di impostazione giornalistica della testata rispetto a tutti i colossi dell'informazione sportiva (Sport Mediaset e Sky in primis). Durante l'estate il pezzo forte della casa, "Speciale Calciomercato", era uno dei pochi programmi ad essere quotidiano, gratuito e costantemente aggiornato.

A guidare il gruppo, formato da tre canali, il 60, il 61 e il 62, è stato negli ultimi anni Michele Criscitiello giovane giornalista di Avellino che ha provato a rendere la redazione il più possible social spingendo soprattutto sull'interazione tra giornalisti e pubblico e creando un sistema integrato tra web, twitter, canale televisivo e serate milanesi.

Il problema pare risieda, come spiega la Gazzetta dello Sport, in difficoltà con le agenzie di pubblicità: Lt Multimedia, che ha rilevato le frequenze del digitale terrestre non può più trasmettere su questa piattaforma e al momento sta girando solo sul satellite. I tre nuovi canali della società romana si chiameranno Sport Lt 1, Sport Lt 2 e Sport Lt 3 e si dedicheranno a calcio, sport olimpici e motori e potrebbero rilevare parte del gruppo di Sportitalia. La concessionaria di pubblicità di Sportitalia, la Prs di Alfredo Bernardini de Pace, e quella di Lt Multimedia di Valter La Tona stanno avendo alcune controversie che dovranno cercare di risolvere.

Al momento il canale è ancora visibile sul digitale qualcuno parla che le trasmissioni saranno presto sospese (a partire dall'1 novembre) e si parla anche di un possibile sciopero dei giornalisti presenti in redazione.

Questi sono momenti delicati e tristi dell'informazione italiana che ancora una volta si conferma un settore duro e tortuoso. Un pensiero e un grande in bocca al lupo va a tutta la redazione giornalistica, ai tecnici e ai dipendenti dell'emittente che hanno svolto il loro lavoro in maniera professionale. La morte di Sportitalia è una perdita per lo sport italiano e non solo.