Guardare la pay tv è un'esperienza di consumo sempre più completa in quanto l'offerta di Mediaset Premium e quella di Sky, i due operatori leader nel settore, si va sempre più ampliando e arricchendo: i servizi messi a disposizione dei clienti sono sempre di più e il livello di personalizzazione dei contenuti migliora gradualmente.

Oltretutto, i prezzi sono sempre più concorrenziali e per i consumatori trovare l'abbonamento alla pay tv più economico è ancora più facile: che si scelga l'uno o l'altro operatore, infatti, i prezzi degli abbonamenti variano in base ai contenuti e al servizio scelto, per cui ogni consumatore sceglierà in base alle sue esigenze personali.

Parlando di pay tv è facile parlare di cinema perché oltre a quelli di calcio, i canali di cinema sono tra i più gettonati tra gli utenti: l'offerta cinematografica che offrono Mediaset e Sky, infatti, è molto vasta e il tentativo dei due operatori è quello di tenerla sempre aggiornata.

Mediaset Premium ci sta provando con Infinity, il nuovo servizio on demand che è una sorta di piattaforma contenente più di 10 mila film che è possibile acquistare o noleggiare e visionare in streaming.

I contenuti di Infinity, come riporta un articolo di Ernesto Assante sul blog di Repubblica.it, sono visibili in streaming attraverso dispostivi mobili come tablet (da quello Samsung a quello Acer, al Kindle e così via), smart tv, decoder HD satellitari e del digitale terrestre, personal computer e Mac, console di giochi e a breve sarà visibile anche sugli smartphone.

Come funziona di preciso?

La formula di base è quella dell'abbonamento: con 9,99 euro al mese è possibile accedere al catalogo (anche da più device nello stesso momento) e poter noleggiare per 48 ore tantissimi titoli di recente uscita. I prezzi di ogni singolo contenuto vanno dai 3 ai 5 euro ed è possibile usufruirne anche se non si ha una sottoscrizione attiva. Chi è già cliente di Infinity, invece, può utilizzare anche gli sconti che arrivano fino al 50%.

Molti titoli sono datati perché, secondo quanto stabiliscono le licenze italiane, è possibile riutilizzare contenuti solo se sono antecedenti al 2007: questo vale per i servizi di video on demand con sottoscrizione come Lovefilm e Netflix (tra gli altri).