Se l'offerta di Sky o di Mediaset Premium non è abbastanza personalizzata per voi e soprattutto volete guardare i contenuti che preferite quando lo desiderate senza dover sottostare a un palinsesto fisso, lo streaming è la soluzione migliore.

Scegliere l'abbonamento pay tv migliore dipende solo dalle nostre esigenze e i maggiori operatori offrono anche servizi di tv on demand che potrebbero soddisfare il nostro desiderio di libertà dal palinsesto. In ogni caso è sempre possibile godersi serie tv e film attraverso lo streaming legale.

Uno studio condotto sul pubblico francese dall'Hadopi (Haute Autorité pour la diffusion des oeuvres et la protection des droits sur l'Internet) mostra chiaramente la crescita delle piattaforme online di video streaming; sono le donne a farne leggermente (51%) più uso degli uomini.

Una domanda sorge però spontanea: questi servizi di streaming legale influenzano la pirateria e l'utilizzo di piattaforme di streaming illegale? Pare di sì. I dati infatti indicano che in presenza di questi servizi (offerti però a prezzi contenuti) si riducano drasticamente le richieste ai siti pirata.

Per questo l'incentivo allo sviluppo dell'offerta legale rappresenterà uno dei pilastri sul quale si fonderà il nuovo "Regolamento Agcom sul diritto d'autore online" che sarà attivo in Italia a partire dal 31 marzo 2014.

L'esigenza di avere palinsesti su misura inciderà molto sulla televisione e sull'offerta di film e serie tv del futuro. Dai dati raccolti da Hadopi emerge come proprio queste ultime siano guardate sopratutto in streaming; di questo una buona fetta (il 57%) è legale.

La percentuale di coloro che preferiscono lo streaming ha ormai superato quella degli amanti del digital download. Al contrario, ancora il 37% dei telespettatori francesi frequenta siti web pirata.

Si tratta di siti web che, offrendo tali servizi gratuitamente, ottengono guadagni altissimi attraverso i banner pubblicitari, a spese di coloro che lavorano per produrre questi contenuti che tanto ci appassionano.

Molti paesi hanno chiesto ai web master di bloccare l'accesso a questi siti, spesso però tali piattaforme sono ospitate da server in paesi come HongKong o Panama in cui la singola giurisdizione nazionale non conta nulla. Per questo sarebbe necessario dotarsi di norme Ue condivise.