Il consumatore di oggi è un protagonista capriccioso in ogni mercato: dall'alimentazione all'abbigliamento, dalla telefonia al turismo, la ricerca di nuovi stimoli è una missione che persegue costantemente. Figurarsi allora per un settore in cui la noia si contrasta tanto facilmente, a colpi di zapping: è sempre più facile che uno spettatore poco soddisfatto si lasci affascinare dai prodotti di Mediaset Premium, per poi passare a Sky e magari tornare ancora indietro.

Certo, questo accade se i protagonisti del settore sono solamente due, com'è attualmente anche in Italia: ma le cose sembrano destinare a cambiare e allora ecco che si potrà scegliere l'offerta di pay tv migliore tra più operatori e più modalità di fruizione, che comprenderanno un catalogo più ampio di proposte on demand.

È quello che dopo Netflix, servizio americano di tv on demand in arrivo in Europa in questi mesi, promette di fare in Italia anche Anica, con un catalogo di film cui accedere senza sottoscrivere un abbonamento: più notizie le avremo a quanto pare però solo dopo il 31 marzo, quando verrà lanciato il servizio.

Una data importante, che coincide con l'entrata in vigore del Regolamento Agcom sul diritto d'autore online, che fisserà norme certe sulla pirateria e sulla violazione del copyright, ad opera di moltissimi siti di film e serie tv in streaming che non a caso, proprio in questi giorni, stanno chiudendo forzatamente i battenti.

La piattaforma "Anicaondemand", figlia dell'Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali, prevedrà sicuramente un servizio a pagamento sul web che andrà a schierarsi in aperto conflitto con le ultime nate in casa Mediaset e Sky.

Per quanto riguarda il gruppo milanese, infatti, non molto tempo fa è stata lanciata la piattaforma Mediaset Infinity, che a fronte di un pagamento pari a 9,99 euro consente di accedere su smart tv e altri apparecchi (tablet, pc e smartphone) a un catalogo di oltre 5mila contenuti tra serie tv, film e fiction.

Il gruppo di Murdoch invece si sta lanciando in questi giorni nel progetto Sky Online, molto simile a quello di Mediaset e che a fronte di un costo che oscilla presumibilmente tra i 10 e i 20 euro offrirà anche contenuti sportivi.

La battaglia dell'offerta e del prezzo continua, così come, clandestinamente, gli utenti continuano a fruire dei siti streaming dove vedere film e serie disponibili già circa 24 ore dopo l'uscita: un range temporale che fa gola ai movie addicted di tutto il mondo e che cozza contro i periodi finestra tra l'uscita nelle sale italiane e la disponibilità in dvd o on demand, pari a ben 15 settimane.

Di questo se ne sono resi conto nell'Unione europea, e a quanto pare anche in Italia qualcuno tira fuori la testa dalla sabbia: secondo il senatore Felice Casson del Partito Democratico e la sua proposta di legge sul copyright, i periodi finestra di cui abbiamo appena parlato vanno abbattuti, pena la morte della pay tv e della tv on demand.