La domanda che in Italia ci si sta ponendo in questi ultimi mesi, diciamo da giugno 2014, quando abbiamo iniziato a sentire parlare della nuova Premium di Mediaset, è quale sarà il destino della televisione. Si sa che le televisioni del futuro sono sempre più smart, più sottili, più curve, trasparenti, e iperconnesse, e che negli Stati Uniti ci sarà un sensibile miglioramento dei contenuti dovuto alla creazione della UHD Alliance e ad accordi tra case di produzione di tv come Samsung, Sony, Lg, Panasonic e Sharp, e produttori di contenuti come Disney, Fox, Warner Bros. e Netflix. Compaiono all’orizzonte anche Dolby e Technicolor. Ma in Italia, vista la situazione della banda ultralarga, tutto questo è fantascienza. I vantaggi, però, ci sono anche da noi, e sono proposti dalla pay tv: informandosi su Mediaset Premium e Sky si potrà decidere quale dei due servizi è più in linea con i propri interessi.

Ad esempio, se si vuole vedere il calcio sulla pay tv, si potrà scegliere un pacchetto dedicato, e poi decidere se vederlo su una delle televisioni del futuro che ci permettono di vedere anche dentro l’anima dei calciatori. Perché al CES di Las Vegas, il più importante appuntamento con la tecnologia di tutto l’anno, tra le innovazioni che sono state presentate è stato dato anche tanto spazio alle televisioni del futuro, che saranno sempre più grandi, avranno una risoluzione sempre migliore e saranno sempre più connesse a internet. La media globale di dimensioni delle tv è salita a 40 pollici.

In particolare negli Stati Uniti è già a 42 pollici, e quest’anno salirà a 43. Nel 2018 si arriverà ad uno sconcertante 45. Dato ancora più interessante, già il 12% delle televisioni americane è più grande di 60 pollici. Il 23% del mercato è occupato dall’Ultra HD, altrimenti noto come 4K, ovvero televisioni con degli schermi quattro volte più definiti degli attuali Full HD. In particolare, Samsung ha battezzato il SUHD, ovvero il Superb HD, che grazie ad un sistema di nano cristalli trasmette diverse quantità di luce a seconda della loro grandezza. Samsung ha lavorato anche sul sistema operativo, Tizen: studiato in collaborazione con Intel semplifica l’utilizzo dell’intrattenimento digitale.

LG invece continua a percorrere la strada dell’Oled, la tecnologia che permette di ottenere un livello di contrasto, di fedeltà cromatica e di neri irraggiungibile dai pannelli LCD. E’ però Sony a produrre il televisore più sottile, che nella parte più fine arriva a soli 4,9 mm di spessore. Non poteva mancare lo zampino di Google, che insieme a Sony produce l’Android TV, che utilizza un’interfaccia molto piacevole e offre app, musica, giochi e film.