Pay Tv in continua crescita. Sono lontani i tempi di Stream e Tele+, quando possedere un abbonamento ai programmi a pagamento era sinonimo di agiatezza e ricchezze. L’offerta si amplia di anno in anno, tra film, serie tv, pacchetti calcio e sport, si fa sempre più aspro lo scontro tra Sky e Premium e gli utenti sfruttano il web per porre le pay tv e le relative offerte a confronto, con l’obiettivo di individuare i pacchetti più completi al prezzo più basso.

7,5 milioni di famiglie abbonate alla pay tv

Il pubblico utente della pay tv si attesta su cifre importantissime, sono 7,5 milioni le famiglie che possono contare su un pacchetto in pay-per-view, rappresentative di circa il 30% della popolazione totale. In pratica, un nucleo famigliare su tre è abbonato. E aumenta anche la consapevolezza degli spettatori, sempre più abili a informarsi su Sky e sui suoi prodotti e a raffrontarli con quelli di Mediaset Premium.

Lo scontro tra i due competitor

Nonostante si tratti di un duopolio, il vero re del settore è solo uno: Sky Tv. La piattaforma di Murdoch può contare su un bacino di 4,7 milioni di utenti, quasi il triplo rispetto al milione e 800 mila del Biscione. Ma, dal prossimo anno, potrebbero spostarsi gli equilibri. È opinione generale che la piattaforma del magnate della Fox sia qualitativamente preferibile e quantitativamente più ricca, tuttavia il marchio di Cologno Monzese ha strappato i diritti televisivi della Champions League in esclusiva per i prossimi 3 anni. E la cosa potrebbe alimentare una migrazione di utenti appassionati alla competizione delle stelle europee.

L’impoverimento dell’offerta in chiaro

Sebbene la crisi costringa a una riconfigurazione delle abitudini di consumo, spesso aderire alla pay tv diventa inevitabile. La pochezza dei canali in chiaro è palese e la situazione peggiora di anno in anno. I tempi sono durissimi per gli sportivi, che si sono visti privare, nel tempo, di Champion League, Mondiali ed Europei di calcio, Olimpiadi, Formula 1 e Motomondiale, per non parlare degli sport ‘minori’, spariti dai palinsesti della Rai e di Mediaset. Emigrare verso le piattaforme a pagamento è inevitabile.

Il fattore TimVision

A onor del vero, non si può più parlare neanche di duopolio. A democratizzare l’offerta in pay-per-view ci ha pensato Telecom, con il lancio di TimVision, il canale televisivo online che propone prezzi decisamente più bassi rispetto a quelli degli abbonamenti sul televisore. Nel 2014 si contavano 264 mila clienti, con un aumento del 64% in un solo anno. E nel 2015 l’abbonamento alla Pay Tv di Telecom costerà appena 5 euro, per sempre e senza costi aggiuntivi. Gli effetti potrebbero essere enormi, per gli utenti, per i competitor e per il tradizionale modo di concepire la fruizione dei canali. Internet non è il futuro, è il presente.