Periscope ha introdotto una ventata di novità all'interno dell'universo social, con risvolti dirompenti a cui si accompagnano, però, critiche e accuse. A schierarsi contro la nuova app per lo streaming video sono state le più importanti società dell'entertainment a pagamento, che ora sentono che i propri contenuti sono minacciati da un nuovo strumento per la pirateria. La concorrenza nel settore pay-per-view diventa significativamente più ampia, gli utenti usano la rete per porre le offerte per la PayTv a confronto ma non solo. Il concetto stesso di streaming sta mutando in modo graduale ma costante e internet reclama una posizione più rilevante nel business.

Periscope tra critiche e difese: è pirateria?

Calcio, Serie Tv, cinema. E poi ancora canali tematici, approfondimenti, reality e talent. I contenuti a pagamento proposti dai giganti del settore diventano sempre più vari e completi. Non è ancora terminato il campionato di calcio che già i tifosi smanettano tra siti web e depliant per informarsi su Sky Tv e i suoi pacchetti e compararli a quelli di Mediaset Premium per giungere preparati alla stagione 2015-16. Nel frattempo, il web erode segmenti importanti del mercato tradizionale.

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Un ulteriore competitor è stato individuato dagli stessi colossi dell'intrattenimento in Periscope, l'app controllata da Twitter che permette la realizzazione di video fai-da-te da condividere in presa diretta sul social. Uno strumento innovativo che sta facendo impazzire vip e normali fruitori della piattaforma e che, secondo alcune major, rappresenta un rischio, una risorsa in più per i pirati dei contenuti.

I primi casi

L'allarme numero 1 l'ha fatto scattare Hbo, proprietaria dei diritti della Serie Il Trono di Spade. Una puntata del Fantasy che sta spopolando nel mondo, infatti, è stata ritrasmessa in diretta streaming da tramite Periscope. Da Cannes invece, gli organizzatori della kermesse hanno espresso il timore che qualcuno possa, sempre attraverso Periscope, condividere le anteprime dei film in gara su internet.

Per non parlare poi degli eventi sportivi, quelli che probabilmente presentano i rischi maggiori. Il primo episodio si è già verificato durante la finale mondiale di pugilato della categoria pesi welter, la quale vedeva contrapposti – per quello che era stato definito il match del secolo – Floyd Mayweather e Manny Pacquiao. L'incontro, infatti, è stato duplicato e ritrasmesso in streaming da numerosi utenti (di cui almeno uno fisicamente presente all'evento), in molti hanno individuato proprio in Periscope il principale responsabile.

La difesa di Twitter

Twitter, dal canto suo, getta acqua su fuoco e minimizza. I video trasmessi tramite Periscope, in effetti, garantiscono una qualità nettamente inferiore non solo a quella assicurata dai canali PayTv ma anche degli stessi siti pirata che trasmettono film ed eventi sportivi in streaming in modo illecito. Inoltre, gli stessi operatori di Periscope, hanno sottolineato dai vertici dell'uccellino blu, agiscono prontamente per criptare i video che violano il copyright. Il problema, dunque, non sussiste neppure. Per ora.